LCD Soundsystem . American dream (2017)

Published On 31 maggio, 2018 | By DrMadness | Album Consigliati, Musica

La copertina di American dream

Gli Lcd Soundsystem sono un progetto musicale capitanato da James Murphy personaggio eccentrico da sempre attento e curioso nei confronti di quello che gli gira intorno. Un album che arriva a ben sette anni di distanza dall’ultimo lavoro, con la voglia di dire qualcosa di nuovo, di importante, senza usare mezze misure.

“American Dream” è il loro quarto album uscito il 1 settembre del 2017 da dove emerge una matrice più rock e cupa rispetto alla fusione elettronica e punk-funk che in passato gli ha contraddistinti.

Un mito da sfatare è che nel disco non si ironizza sulla situazione politica americana e su Donald Trump, ma per Murphy, “il sogno americano” è soprattutto quello della giovinezza che non c’è più.

L’album si apre senza fretta con “Oh baby”, una ballad sognante, stupenda che contempla qualcosa che non avverrà mai. Un’ambigua revisione  anni ottanta con chitarre e tastiere post-punk.

“Other voices” e “Change your mind” sono totalmente debitrici al sound dei Talking Heads. Hanno la stessa energia nervosa, le stesse chitarre dissonanti.

Meravigliosa “How Do you Sleep?” con un ritmo preso in prestito dai Joy Division, -e ancora una volta dai Talking Heads-.

Voce, synth e archi sono i protagonisti di un intro bestiale, per non parlare di quando l’ascoltatore si ritrova in un beat martellante senza vie d’uscita.

Un altro elemento chiave  che contraddistingue l’intero album è l’ombra di David Bowie fidato collaboratore ed amico soprattutto nell’ultimo anno.

In “Tonite” synth vintage e testo ironico e sarcastico: ” E la fortuna è sempre meglio dell’abilità nelle cose / Stiamo volando alla cieca / Sono bravo e gentile/ Sembro mia madre”

Una delle tracce più belle è proprio la title track “American Dream” un perfetto e doloroso lamento sull’ invecchiare. Un brano che si espande e ti avvolge come una nuvola!

“Emotional Haircut” sembra un omaggio a Ian Curtis, un mix tra “Komakino” e “Colony”.

A chiudere il sipario, con eleganza, ancora un tributo al Duca Bianco che nel brano viene definito un amico, un padre.

Oltre dieci minuti su cui si muove un beat sempre uguale a se stesso, lasciando che sia solo un pianoforte ad intervenire sul finale.

“Black Screen” sembra di nuovo un chiaro omaggio al suo maestro David Bowie, presenza molto importante nella sua vita, con cui ha passato molto tempo in studio.

“Sei caduto tra un amico ed un padre / ti devo una cena amico / Ti devo qualcosa”.

“American Dream” è un disco compatto, un trionfo di dettagli fenomenali, tanta classe, tante idee e tutto è reso ancora più prezioso grazie ai testi,  essenziali ma profondi, agli strumenti ben dosati e ad una voce superlativa.

 Il titolo (ironico) dell’album, con tanto di cielo azzurro ed elementi  poco avvincenti in copertina, traggono in inganno: l’atmosfera generale dell’album è piuttosto tetra ed oscura ma superlativa, uno degli album più belli del 2017.

Ma del resto si sa…l’abito non fa il monaco.

Like this Article? Share it!

About The Author

Dr. Madness la memoria storicovisiva del decennio ... chiuso nel loop spaziotemporale degli anni 80 . IL DR.MADNESS VI CONDURRÀ IN UN VIAGGIO AUDIOVISIVO E NELLA MEMORIA STORICA DEL DECENNIO CON LE RUBRICHE : -COPERTINE INDIMENTICABILI . LE COPERTINE DEI DISCHI... L'IMMAGINE DELLA MUSICA ….. RACCONTARE L'IMMAGINE IN RADIO. - MEMORIE STORICHE DEL Dr.Madness - RICORDI DI CLUB , ROCKTECHE , LUOGHI DI IMMAGINE STILI DI VITA E DI PENSIERO DEL DECENNIO ….... Dr. Madness chiuso nel loop spaziotemporale gira ad ottantallora.

Rispondi